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Articolo di: Riccardo Piccioli

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E' stata presentata alla stampa l'ultima fiction tratta dal romanzo di Andrea Camilleri, il primo romanzo storico, "La mossa del Cavallo" edito da Sellerio Editore.

Un western storico, un giallo in costume, ambientato in Sicilia, a Montelusa nel 1877, la trasposizione di Vigata molto tempo prima di quella popolata dal commissario Montalbano era altrettanto ricca di misteri e quelle stesse contraddizioni che ancora oggi emergono nella nostra Italia: dal divario nord-sud alla corruzione, dalla criminalità organizzata alle difficoltà di integrazione.

Il quarantenne Giovanni Bovara (Michele Riondino) è il nuovo ispettore capo ai mulini, incaricato di far rispettare l’invisa tassa sul macinato. Siciliano di nascita, è ormai ligure di adozione poiché da bambino si è trasferito con la sua famiglia a Genova. Ragiona e parla come un uomo del nord-Italia e non comprende le dinamiche mafiose e omertose che regolano la terra siciliana. La sua intransigenza gli procura subito diversi nemici.
Le sue indagini lo portano a scoprire prima un ingegnoso sistema con il quale i mugnai vengono lasciati liberi di evadere la tassa sul macinato e poi l’esistenza di un mulino clandestino nel terreno dell'uomo più potente della città. A poco a poco le spire del “sistema” gli si stringono intorno e quando sopraggiunge per caso sul luogo dell'omicidio del parroco della città, Bovara si ritrova suo malgrado invischiato in qualcosa molto più grande di lui. In un complicato sistema di depistaggi e giochi di potere, i suoi avversari cercheranno di eliminarlo e sarà solo entrando nella mentalità dei suoi aguzzini e ricorrendo alle loro stesse strategie che Bovara riuscirà a salvare la propria vita. 

Accolto con grandi applausi alla presentazione della fiction, Andrea Camilleri si dice "fiero" di essere diventato l’ambasciatore della Sicilia nel mondo. "Con Montalbano anche gli stranieri hanno scoperto paesaggi diversi rispetto a quelli che sono abituati a vedere dell'Italia, paesaggi a loro sconosciuti e bellissimi. Questo ha fatto sì che una compagnia aerea abbia ormai un volo settimanale Londra-Comiso. Mi fa un enorme piacere essere considerato un ambasciatore di un''altra' Sicilia. Mi sono sempre rifiutato di scrivere di mafia. Quando mi sono stati forniti i pizzini di Provenzano ho scritto un libro ma i diritti sono andati alla Fondazione Andrea Camilleri e funzionari di polizia che distribuisce borse di studio ed è al fianco dei poliziotti caduti. Non volevo guadagnare una lira sulla mafia. La rappresentazione della Sicilia che ho dato attraverso Montalbano ha sorpreso molto. Ricevo centinaia di messaggi. Sono 63 i Paesi in cui il commissario è stato esportato, tranne la Cina: credo si rifiuti perché il protagonista è un funzionario disubbidiente".

"Sono preoccupato per la trasposizione in fiction della Mossa del cavallo", dice Andrea Camilleri "e la mia preoccupazione nasce dal fatto che Montalbano abbia raggiunto livelli altissimi di consenso. Di fronte a tanto consenso provo un po' di paura. Ho detto scherzosamente non vorrei che qualcuno venisse sotto la mia finestra gridando di notte 'Montalbano santo subito'".

"Parlare e capire la lingua vuol dire capire le radici comuni. Chiesi a un terzo giudice che lavorava con Falcone e Borsellino quale lingua usasse Falcone per interrogare i mafiosi. Mi dissero: il dialetto siciliano. Un giorno si trovò davanti un tale Giuseppe detto 'o piddaro', il pellaio. Cominciò l’interrogatorio parlandogli in dialetto stretto e quello lo interruppe: 'No, signor giudice, qui si parla italiano'. Aveva scoperto il suo gioco".

E la lingua nella fiction gioca un ruolo molto particolare, dona infatti colori, sfumature nel mezzo di una storiain cui Giovanni Bovara, interpetato da Michele Riondino, riuscirà a salvarsi dal complicato intrigo ordito ai suoi danni dalla mafia: solo facendo la "mossa del cavallo" e cioé scavalcando - come negli scacchi - tutti gli altri pezzi, arriverà alla fine alla verità.

 

Regia di Gianluca Maria Tavarelli, tratto dal romanzo LA MOSSA DEL CAVALLO di Andrea Camilleri edito da Sellerio Editore.
Una produzione PALOMAR con Ester Pantano, Cocò Gulotta, Antonio Pandolfo, Giovanni Carta, Giancarlo Ratti, Maurizio Puglisi, Filippo Luna, Maurizio Bologna, Domenico Centamore, Giuseppe Schillaci, Daniele Pilli, Angelo Libri, Roberto Salemi, Vincenzo Ferrera.


Articolo di: Riccardo Piccioli

 

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