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20180105 Gianna Nannini 010Il nome della regina del Rock sul palco del concertone del 1 maggio a Roma non viene esplicitamente  detto da Ambra Angiolini e Lodo Guenzi, presentatori di questa edizione.

Gianna Nannini viene accompagnata sul suo trono, lo stesso che recentemente abbiamo visto nella sua ultima tournee e che purtroppo la vede cantare da seduta a causa di un incidente, alla gmaba occorso recentemente sul palco di Genova, che la vedrà ancora per un po' muoversi sulle stampelle.

Ma la sua  attuale condizione fisica non intacca quella verve, energia e talento che la porta a stare  su questo palco gigantesco davanti a tantissime persone. Ed eccola cantare in apertura un inno di una generazione: Dio è Morto dei Nomadi riproposta anche nel tempo da Francesco Guccini e che viene cantata dal trono in netta contrapposizione alle esternazioni di un politico romano appartenente all'area di destra che nei giorni scorsi ha affermato di ascoltare le canzoni dello stesso Francesco Guccini, ma di nascosto.

Il secondo è un brano storico, uno di quelli che hanno contribuito al successo iniziale della cantautrice rock toscana: Fotoromanza è stato il tormentone estivo quasi di una generazione. 1984, dall'album Puzzle, è una musica semplice, accordi facili per coloro che alle prime armi vogliono suonarla alla chitarra ma un testo che ironizza sui clichè sentimentali. E nonostante un pubblico giovane quello del concertone del primo maggio, le parole sono ben scandite da tutti, un neologismo che nasce tra il fotoromanzo e la romanza musicale. Un brano che riesce a spaziare in duo diverso stili musicali, dal punk al rock.

Il terzo brano, sei nell'anima, coinvolge la cantante senese al punto da dover ripetere l'inizio introduttivo per ben due volte. Buona la seconda quindi in un crescendo di voce che inizialmente appare recitativo per poi culminare nel ritornello gridato con potenza alla piazza attenta e festosa. Si conclude con l'ultimo successo 'fenomenale': una canzone d’amore, dove l’intensità del sentimento è cantata a gran voce dalla rocker senese, una canzone che racconta per immagini breve scene di vita quotidiana dove la pazzia dell’amore emerge su qualsiasi altra cosa, un inno al voler scrutare questo sentimento fino in fondo, fino ai suoi limiti estremi, per non lasciare qualche possibilità al caso ma sondarne ogni anfratto.

Gianna ringrazia, si alza dal trono, prende le stampelle e senza risparmiarsi arriva sulla piattaforma, la parte piu' vicina al suo pubblico.


Articolo di: Riccardo Piccioli

Foto di : Giancarlo Biagini

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RomaSportSpettacolo

Periodico Settimanale

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Direttore Responsabile: Mario di Francesco

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