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Astrazeneca: qual è la situazione nel Lazio dopo le ultime raccomandazioni?

Dopo la circolare che suggerisce l’utilizzo soltanto per over 60 cosa succede negli Hub vaccinali romani? L’incognita delle aperture alla vaccinazione nelle prossime fasce d’età.

La doccia gelata è arrivata nella giornata di ieri: la circolare che raccomanda l’uso del vaccino più utilizzato per coloro che non rientrano nelle categorie di fragilità o personale sanitario agli over 60 è destinata a creare scompiglio nell’organizzazione della campagna vaccinale mettendo a dura prova ancora una volta la tenuta del sistema sanitario regionale. Una cosa al momento sembra però essere certa: le seconde dosi saranno effettuate con lo stesso vaccino con cui ha fatto la prima dose, ovvero se la prima dosa è stata eseguita con Astrazeneca, anche la seconda dovrà essere fatta con lo stesso vaccino.

L’incongita da sciogliere è quella sull’apertura delle prenotazioni delle prossime fasce al di sotto dei 60 anni, al momento le fasce appena aperte sono quelle poco al di sopra, tra i 65 ed i 64 anni, mentre quelle tra 63 e 62 anni e quelle tra i 61 ed i 60 verrano aperte tra pochi giorni. Ma cosa succederebbe nel caso in cui si rifiutassero di farsi vaccinare con Astrazeneca?

Scongiurata, almeno fino ad ora, la rimodulazione delle prenotazioni già in essere. C’è l’incognita sulle prossime fasce d’età over 60, ossia quelli a cui è “raccomandato” l’uso di AstraZeneca. Mancano ancora i 63-62enni e i 61-60enni, che verranno “sbloccati” nelle prossime settimane: per loro sarà possibile prenotarsi solo con il siero anglo-svedese? E se rifiutassero di farlo?

Una cosa è certa: per quanto riguarda il vaccino pfizer oltre agli ultra ottantenni, ed alle persone fragili, ci sono ancora delle categorie di persone, quali il personale sanitario o operatori di pubblico interesse, che deve essere immunizzata. Tanti sono i quesiti al centro delle attenzioni in queste ora da parte dell’assessorato alla sanità della Regione Lazio, di concerto con i direttori generali delle ASL romane e laziali.

Prime rinunce al vaccino

Intanto si registrano già le prime rinunce negli hub vaccinali romani. Persone prenotate che non si presentano all’appuntamento a causa di un sempre maggiore scetticismo nei confronti del vaccino anti covid Astrazeneca. E la tendenza è quella di un aumento esponenziale di queste decisioni anche se l’EMA non ha vietato la somministrazione ai minori degli anni 60, ma semplicemente “consigliato”.

La decisione non vinconlante è stata espressa anche dal Comitato Tecnico Scientifico che in una circolare ha ribadito che il vaccino è approvato a partire dal 18° anno di età e,”sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni. In virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino“.

Ovviamente tutti i maggiori esperti assicurano che i benefici sono ancora di gran lunga più elevati rispetto ai rischi corsi in una eventuale mancanza di vaccinazioni e che il numero dei casi accertati o comunque sotto osservazione sono davvero molto esigui rispetto alla grande quantità di vaccinazioni effettuate sul territorio nazionale. 

 

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