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Con il DPCM le mostre tornano ad essere vituali

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Il coronavirus si riaffaccia, con la conseguente chiusura delle attività artistiche

Torna l’emergenza Covid-19. La pandemia mondiale si riaffaccia prepotentemente sul globo terrestre crando allarme sanitario e paure.

Con il recente DPCM in Italia si registrano le prime chiusure nelle zone rosse. Periodi in cui i cittadini sono limitati negli spostamenti personali privando di alcune libertà i cittadini nell’ottica del contenimento della diffusione del virus. Nella normativa governativa, vengono di fatto inibite moltissime attività culturali. Queste spaziano tra cinema, concerti musicali, attività che normalmente prevendono la presenza del pubblico all’interno di spazi chiusi, molte attività sportive dilettantistiche.

La chiusura dei musei al pubblico comporta inevitabilmente la perdita di molti mesi di lavoro, di programmazione, di accordi. Comporta la perdita di lavoro da parte degli artisti, la chiusura dei piccoli circoli culturali, ma soprattutto comporta la diffusione della circolazione della cultura nel Paese.

L’evoluzione tecnologica può cercare di arginare la chiusura della diffusione dell’arte.

La tecnologia ha fatto enormi passi avanti. E’ possibile oggi effettuare virtualmente dei tour nei musei, accompagnati da una voce narrante e godere seppur non a pieno delle opere presentate. Ed anche lo sviluppo della realtà virtuale consente di fatto di circolare nelle sale espositive, di muoversi liberamente tra di esse, osservare ed avere delle spiegazioni su ogni singolo dettaglio dell’opera che stiamo guardando. Ovviamente la rete internet ne è il trade-union tra noi e questa tecnologia. E’ il sistema di trasporto delle informazioni, delle immagini, dei nostri movimenti virtuali.

Molti grandi musei di fama internazionale si sono già adeguati allo sfruttamento di questa nuova tecnologia con moltissimo lavoro effettuato. Dalla perfetta ricostruzione tridimensionale degli spazi espositivi fino alla fotografia in altissima risoluzione delle opere. In caso di statue o oggetti la ricostruzione non è solo fotografica ma addirittura volumetrica. Ed inoltre, non meno importante, la ricostruzione dei percorsi delle mostre che donano continuità e spesso legami tra le opere esposte.

Di certo la visita virtuale non potrà mai sostituire quella reale, densa di emozioni, davanti ad opere d’arte, ma senza dubbio è un modo per poter divulgare ulteriormente la circolazione della cultura artistica, a chilometro zero.

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