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Testo Unico del farmaco, la riforma entra nel vivo: più accesso, meno burocrazia e sanità di prossimità

ROMA – Riflettori accesi sulle principali novità del nuovo Testo Unico della Legislazione Farmaceutica e sul significato politico di una riforma destinata a cambiare in modo concreto l’accesso ai medicinali in Italia con il convegno “La riforma della legislazione farmaceutica tra innovazione e sostenibilità”.

L’incontro, tenutosi a Palazzo Wedekind, ha riunito istituzioni, società scientifiche, esperti e rappresentanti della filiera per analizzare il disegno di legge di delega approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 18 settembre. L’iniziativa, patrocinata dalla Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane (FISM), ha offerto un momento di confronto sulle ricadute della riforma per il Servizio sanitario nazionale, per il comparto produttivo e, soprattutto, per i cittadini.

Nel corso dei lavori è stato evidenziato come il nuovo Testo Unico introduca cambiamenti significativi nell’accesso ai medicinali e nell’organizzazione dei servizi. La riforma punta a una sanità più semplice, digitale e vicina ai pazienti, con la ricetta interamente dematerializzata – che dal 2025 riguarderà anche le prescrizioni “bianche” – e con la possibilità di ricette ripetibili annuali per i cronici. Sarà potenziata la “farmacia dei servizi”, con competenze estese dei farmacisti in vaccinazioni, telemedicina e assistenza di prossimità, integrando sistemi informativi e riducendo gli oneri burocratici, con l’obiettivo di spostare il focus dal prezzo del farmaco alla qualità del servizio, riducendo disomogeneità regionali e tempi di attesa.

Le dichiarazioni del Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato
Il Sottosegretario Gemmato ha richiamato la dimensione politica e strategica della riforma: «Parlare di politica farmaceutica significa affrontare il tema dell’accesso ai farmaci e mettere in campo soluzioni concrete per migliorarlo. Questo può avvenire solo attraverso un confronto reale e la condivisione delle riforme con tutti gli attori della filiera: è da questo metodo che nascono scelte efficaci. È lo stesso approccio con cui abbiamo portato avanti il Testo Unico sulla Legislazione Farmaceutica, una riforma attesa che aggiornerà le regole, semplificherà i processi e renderà il sistema più trasparente e competitivo».

Gemmato ha ricordato come il Governo Meloni abbia incrementato gli investimenti nella spesa sanitaria pubblica, pur in un contesto caratterizzato da innovazioni terapeutiche ad alto costo e dall’invecchiamento della popolazione: «Un Paese che affronta queste sfide ha bisogno di strumenti solidi di programmazione, capaci di valorizzare ricerca, innovazione e capacità produttiva nazionale. È su questo che stiamo lavorando, mettendo ogni soggetto della filiera farmaceutica e dell’assistenza sanitaria nelle condizioni di contribuire davvero al rafforzamento del sistema».

Ha poi ribadito: «Il Testo Unico risponde a questa visione: un quadro normativo semplice, prevedibile e orientato ai bisogni dei pazienti, per migliorare l’accesso, ridurre le inefficienze e rendere più sostenibile il Servizio sanitario nazionale. Bene quindi iniziative come quella di oggi, patrocinata dalla FISM, che offrono occasioni di approfondimento scientifico e tecnico fondamentali per costruire provvedimenti capaci di incidere in modo positivo sulla vita dei cittadini e sulla crescita del Paese».

L’incontro, moderato dalla giornalista Annalisa Manduca, è stato aperto dai saluti istituzionali del Presidente della XII Commissione Affari Sociali della CameraUgo Cappellacci. «Il provvedimento appena approvato dal Consiglio dei Ministri, ora in fase di confronto parlamentare, non è un semplice aggiornamento tecnico – ha spiegato –, ma un intervento strategico necessario per adeguare la normativa a un contesto profondamente cambiato. Garantisce equità nell’accesso alle cure e rafforza la competitività del Paese nel settore farmaceutico. In un contesto internazionale complesso, l’Italia può contare su un governo stabile per cogliere le opportunità di sviluppo e innovazione».

Il Presidente FISMLoreto Gesualdo, ha sintetizzato il ruolo delle società medico-scientifiche nel supportare la riforma: «Stiamo vivendo una svolta epocale nel settore farmaceutico. È il momento di garantire accesso rapido ai farmaci, rafforzare le reti territoriali e integrare la digitalizzazione, nel rispetto della sostenibilità. Con il contributo di società scientifiche e associazioni di pazienti, puntiamo a una riforma innovativa che rilanci il sistema farmaceutico italiano, rafforzandone competitività e qualità».

Il Presidente AIFA, Robert Giovanni Nisticò, pur non potendo partecipare di persona, ha inviato un messaggio in cui ha illustrato le implicazioni regolatorie: «La riforma rafforza strumenti consolidati e promuove nuovi modelli di governance tra istituzioni, industria, clinici e cittadini. Consente di garantire qualità, sicurezza ed efficacia dei farmaci, costruendo un sistema moderno e orientato al valore, dove l’innovazione sia gestita in modo sostenibile».

I rappresentanti del comparto industriale hanno sintetizzato le opportunità e le future sfide, dalla competitività internazionale alla produzione nazionale di farmaci e principi attivi. Queste le parole di Marcello CattaniPresidente Farmindustria: «Viviamo tempi cruciali: Cina e Stati Uniti stanno giocando partite decisive nella leadership biofarmaceutica mondiale, mentre l’Europa fatica a tenere il passo. La quota di ricerca clinica cinese è cresciuta in dieci anni dal 5% a oltre il 30%, superando l’Europa, e questo deve farci riflettere sull’urgenza di modernizzare il nostro sistema. La riforma del testo unico rappresenta un’occasione fondamentale: semplifica una normativa radicata e obsoleta, ponendo le basi per sostenere un settore in piena forma, che oggi è il primo comparto manifatturiero italiano e traina l’export con una crescita del 35%. Per mantenere questi risultati servono risorse, programmazione pluriennale e una visione chiara dell’innovazione, che deve arrivare rapidamente ai cittadini in tutte le regioni, senza barriere burocratiche o logiche di payback che rallentano il sistema. Serve pragmatismo – ha concluso – e dialogo per tradurre l’innovazione in salute, equità e valore».

Dal canto suo Salvatore ButtiVicepresidente Egualia, si è soffermato sull’importanza dei Farmaci equivalenti e biosimilari: «Sono fondamentali per la sostenibilità del sistema e per liberare risorse a beneficio dell’innovazione. Serve aggiornare regole di acquisto e politiche di utilizzo, garantendo continuità e equità sul territorio».

Fabrizio GrecoPresidente Federchimica Assobiotec è entrato nel merito dell’argomento così: «Le biotecnologie rappresentano il motore dell’innovazione. Il Testo Unico è un’opportunità per distinguere tra farmaci innovativi e consolidati, assicurando accesso ai pazienti e competitività dell’Italia a livello globale».

Annamaria Mancuso, dal punto di vista dei pazienti: «Il tempo è vita: ogni ritardo nell’accesso ai farmaci innovativi può avere conseguenze irreversibili. Serve ridurre i tempi di approvazione e garantire equità territoriale. L’innovazione è un investimento in salute

La riforma, frutto del lavoro congiunto di cinque Ministeri e del contributo dell’intera filiera farmaceutica, mira a modernizzare il sistema sanitario italiano, semplificando la normativa, eliminando disposizioni superate, integrando sistemi digitali e potenziando l’assistenza territoriale.

Il convegno ha rappresentato un momento di approfondimento tecnico e politico utile alla fase attuativa, nella prospettiva di costruire un sistema più trasparente, efficiente e vicino ai bisogni della popolazione.
L’iniziativa è stata realizzata con il contributo non condizionato di AstraZenecaAbbVieIncyteEli LillyMSD e Roche.