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I venditori ambulanti bloccano Roma. Mercoledì nero per i cittadini romani

Manifestazione ambulanti a Roma

I furgoni prima paralizzano il Raccordo Anulare, poi il centro di Roma. Bandi congelati? Il comune non ci sta

Prima sono state bloccate le uscite 22 e 23 del Grande Raccordo Anulare, causando pesantissime ripercussioni di traffico ai cittadini, poi piazza della Repubblica per chiedere il congelamento della direttiva Bolkestein fino alla fine dell’emergenza sanitaria.

Così un mercoledì piovoso mette in ginocchio una città con centinaia di persone bloccate nel traffico cittadino che paralizza per ore Roma.

Il comune di Roma aveva disapplicato la proroga delle licenze degli esercenti fino al 2032, normativa nazionale, applicando un parere dell’autorità garante della concorrenza e del mercato, scatenando in questo modo la dura reazione degli esercenti ambulanti che è esplosa oggi in tutta Roma.

Nessuno arretra dalle proprie posizioni, da una parte i commercianti che hanno incontrato il prefetto Matteo Piantedosi nella richiesta del congelamento della Bolkestein, dall’altra l’amministrazione del Comune di Roma che intende continuare il piano di riordino delle “bancarelle nelle strade di Roma”.

La sindaca di Roma parla di “ricatto degli ambulanti”, attribuendo loro la responsabilità del caos cittadino del traffico rimarcando quanto successo già nel 2018 con i bus turistici.

Parole pesanti quelle di Angelo Pavoncello, vicepresidente Ana-UGL che ha paragonato oggi le politiche della sindaca Virginia Raggi agli ultimatum del capo delle SS Herbert Kappler durante l’occupazione nazista a Roma. Dure le reazioni politiche in difesa della prima cittadina, dall’assessore al Personale di Roma Capitale Antonio De Santis, all’assessore allo sport Daniele Frongia fino a Linda Meleo, Assessore alle infrastrutture.

Se l’amministrazione capitolina fa quadrato attorno al sindaco, Angelo Pavoncello sembra spiegare le sue parole: “Ho fatto un paragone forte, essendo di religione ebraica pensate come mi sono sentito colpito in due circostanze. La sindaca ha detto a me in faccia che ho 72 ore per trovare i posti, come Kappler diede 72 ore ai miei fratelli e sorelle ebrei che ora non ci sono più per consegnare l’oro ai tedeschi. In piazza del Campidoglio durante una manifestazione in un’altra occasione scende e dice ‘o fate come dite io o subito’, altre parole che usavano i dittatori. Chiedo scusa ai miei morti, è un paragone forte ma è per far capire che una sindaca non può fare questo“.

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