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Il quarto di secolo della Lazio Scherma di Ariccia

Sabbato ar colosseo di Marco ImpigliaViaggio in una delle sezioni più importanti della Polisportiva Lazio

 

La SSD Lazio Scherma Ariccia, gemma preziosa nel settore della pratica sportiva di formazione e ad alti livelli, ha inteso celebrare con una bella festa i suoi 25 anni di vita.

L’ha fatto sabato scorso 30 ottobre nella sede storica, il Pala-Emanuele di Ariccia, vale a dire l’ex Palaghiaccio.

Il busto in bronzo dedicato al mecenate Emanuele
Il busto in bronzo dedicato al mecenate Emanuele

Per l’occasione, il presidente Mario Castrucci ha invitato il presidente onorario della Società, il prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele al quale è intitolato l’impianto, il presidente della Polisportiva SS Lazio dott. Antonio Buccioni, il presidente della Federazione Scherma, dott. Paolo Azzi e il sindaco della cittadina castellana, dott. Gianluca Staccoli.  

Il poster della storica manifestazione
Il poster della storica manifestazione

E anche campioni del passato come Stefano Pantano, tre volte iridato a squadre di spada, e Michele Maffei, oro olimpico nella sciabola a Monaco ‘72. Accanto a loro, piccolo ma vispo, Michele Resse, rappresentante della scherma biancoceleste anni ’50.

Il volume “Bagliori di gloria” di Marco Impiglia

La presenza di tanti personaggi eccellenti seduti in prima fila, nonché del pubblico degli allievi che guardavano dall’alto delle tribune, ha garantito la cornice per lo svolgimento della manifestazione.

Che è partita con i saluti di prammatica, ha avuto un momento di meditazione con la presentazione del volume “Bagliori di gloria”, dedicato ai 100 anni di storia della Lazio Scherma, e si è conclusa tra le scintille con la sfida tra due formazioni di sciabolatori e sciabolatrici, spadiste e fiorettisti.

La squadra che teneva alto il blasone del presidente Emanuele (Camilla Schina, Damiano Rosatelli, Susan Maria Sica ed Enrico Berré) ha sconfitto quella del presidente Azzi (Chiara Mormile, Alessandro Gridelli, Dalila Sciarra e Gabriele Foschini).

Ma certo non è stata una passeggiata, perché all’ultimo assalto, l’azzurro Foschini, che letteralmente aveva più di un diavolo per capello (quando salgo sulla pedana non lascio vincere nessuno, ci ha confidato), ha messo a dura prova il talento agonistico del vice-campione olimpico.

Il pareggio di dieci stoccate non è stato però sufficiente, visto il vantaggio di due botte garantito a Berré dai compagni. E così è andato tutto secondo pronostici, con il cordiale saluto finale, condito di piccoli regali, dell’emozionatissimo presidente Castrucci e del marchese Emanuele. Al centro dei riflettori Enrico Berrè, il “ninja” nato a Roma e cresciuto all’aria salubre dei Castelli.

L’augurio è che tra 25 anni si possa aprire le danze con una medaglia d’oro olimpica posata con nonchalance su qualche banchetto damascato.

E se la Lazio Scherma Ariccia continuerà con questa grinta, tranquilla sotto il profilo economico, salda nel morale e serena nella atmosfera familiare e professionale al tempo stesso, ci si può scommettere un fiorino che così sarà.

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