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La Madonna dei Pellegrini di Caravaggio

Nella chiesa di Sant’Agostino, a due passi da Piazza Navona, nella cappella Cavalletti è custodita la pala d’altare della Madonna dei Pellegrini, realizzata da Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. L’artista tratta un tema molto diffuso quello della Madonna di Loreto, ma sviluppa un’iconografia del tutto inedita rispetto ai suoi colleghi, che erano stati soliti rappresentare la casa in volo sorretta da angeli, con la Vergine con il Bambino seduti sul tetto.

Caravaggio rappresenta Maria con il Bambino in braccio sull’uscio di una porta, davanti a sé inginocchiati in preghiera due pellegrini, un uomo ed una donna, identificabili con Ermete Cavalletti e sua madre, entrambi con i piedi nudi sporchi, a causa del lungo peregrinare, con abiti logori, con i bastoni e di spalle rispetto all’osservatore dell’opera. La posizione della Vergine, invece, anch’essa a piedi scalzi, con le gambe incrociate è un rimando alla scultura antica, nello specifico alla Thusnelda, appartenente alla collezione del granduca Ferdinando de’ Medici e visibile a Villa Medici.

Secondo quanto riportato da Giovanni Baglione e Gian Pietro Bellori, l’opera provocò “schiamazzo” a causa dei piedi sporchi in primo piano, degli abiti logori dei due pellegrini, ma anche per un altro dettaglio che non passò inosservato, ossia la modella che prestò il volto a Maria: Maddalena Antognetti, cortigiana e amante di Caravaggio. Effettivamente quale fosse la professione della donna, conosciuta da tutti come Lena, lo suggerisce il colore giallo del velo che le cinge le spalle, associato alle prostitute. Invece, il “bambinone” che stringe tra le braccia la Vergine è un ritratto del figlio di Maddalena. Inoltre, madre e figlio, furono i modelli di un’altra celebre opera del Caravaggio: La Madonna dei Palafrenieri, realizzata per l’altare dedicato a Sant’Anna, nella Basilica di San Pietro in Vaticano ed attualmente esposta a Galleria Borghese, dopo essere entrata nella collezione di Scipione Borghese.

Caravaggio nel proseguire la sua carriera artistica farà spesso parlare di sé, proprio per le innovazioni iconografiche e per la scelta dei modelli, che a volte porteranno le sue opere a non essere del tutto comprese o accettate dai committenti. Attualmente è uno degli artisti più amati ed apprezzati di ogni tempo, per l’innovazione apportata nell’utilizzo della luce e per il naturalismo, che assorbì durante la sua formazione a Milano, ovviamente caratteristiche che non passarono inosservate neanche ai suoi tempi.

Visitare Roma è fondamentale per conoscere Caravaggio, poiché è la città che vanta il primato di conservare il maggior numero di opere realizzate dall’artista, tra chiese e musei.

Rubrica a cura di: www.bellaroma.info

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