Roma apre una riflessione sul contemporaneo con la presentazione di Contemporanea – Contaminazioni, programma culturale 2026 dedicato alle trasformazioni urbane
Si è svolta venerdì 30 gennaio, presso la Casa dell’Architettura di Roma, la presentazione ufficiale di “CONTEMPORANEA – Contaminazioni”, programma culturale 2026 e primo capitolo di una rassegna triennale dedicata al contemporaneo nella Capitale, alle sue trasformazioni e alle intersezioni tra architettura, arti e spazio pubblico. Un appuntamento che segna l’avvio di un percorso di ricerca e confronto pensato per interrogare il presente urbano e le sue prospettive future.
A illustrarne la visione è stata Claudia Ricciardi, direttrice della Casa dell’Architettura, che ha definito Contemporanea come uno strumento di osservazione e interpretazione delle dinamiche in atto a Roma. Il progetto rende omaggio alla storica mostra del 1974 curata da Achille Bonito Oliva, recuperandone lo spirito di dialogo tra architettura, arte e altre discipline, per indagarne le intersezioni e le potenzialità nel contesto attuale.
Il programma 2026, curato dalla direttrice insieme alla Commissione CdA dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, nasce con l’obiettivo di superare una visione dell’architettura come disciplina chiusa o puramente tecnica. L’architettura viene proposta come ambito di interesse pubblico, capace di incidere sulla qualità della vita, sull’ambiente e sul paesaggio, riaffermando il ruolo della Casa dell’Architettura come presidio culturale aperto alla città e luogo di conoscenza condivisa.
Al centro del ciclo di eventi emerge una domanda che attraverserà l’intero triennio, ovvero se Roma possa ancora essere considerata una città contemporanea. Un interrogativo volutamente aperto, pensato per alimentare un confronto ampio e partecipato, coinvolgendo cittadini, professionisti e istituzioni, rafforzando la funzione della Casa come spazio civico di dibattito e riflessione sulla città.
Il tema scelto per il 2026, “Contaminazioni”, viene presentato come chiave critica per leggere il contemporaneo, inteso come intersezione consapevole tra discipline, tempi e saperi differenti. Una visione che si inserisce nella tradizione romana, dove la stratificazione storica diventa progetto e la contaminazione una pratica culturale capace di generare nuove forme di pensiero e azione.
Significativo anche l’intervento di Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale, che ha sottolineato come Contemporanea rappresenti un’occasione per riflettere sulle sfide più rilevanti della città, a partire dal ruolo dei beni pubblici. In una realtà complessa come Roma, il patrimonio può diventare uno strumento per ridurre le disuguaglianze e sostenere la sperimentazione culturale e civile, mettendosi al servizio della cittadinanza e delle realtà sociali.
Il calendario 2026 di “CONTEMPORANEA – Contaminazioni” si articolerà in mostre, convegni, talk, laboratori permanenti, rassegne cinematografiche, open call e premi, affiancati da iniziative fuori sede e collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali. Il programma prevede la partecipazione di architetti di rilievo internazionale come Anne Holtrop, Lina Ghotmeh, Christian Kerez, Emanuel Christ e Dorte Mandrup, chiamati a confrontarsi sui temi del progetto.
Nel corso della presentazione è intervenuto anche Christian Rocchi, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, che ha ricordato il ruolo della Casa dell’Architettura come presidio centrale per la riqualificazione del territorio. In una fase in cui l’attenzione torna sulle criticità dell’Esquilino, quartiere che ospita la sede dell’Ordine, la cultura viene indicata come strumento decisivo di rigenerazione urbana e inclusione sociale.
Durante la serata è stato inoltre firmato il protocollo d’intesa tra la Casa dell’Architettura di Roma e la Casa de la Arquitectura di Madrid, primo passo verso la costruzione di una rete di relazioni a livello europeo e internazionale. Un accordo che apre a nuove sinergie e a un dialogo strutturato con altre Case dell’Architettura.
