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Analisi dei tempi di Lazio Fiorentina

Matteo Guendouzi

foto: Antonietta Baldassarre/INSIDEFOTO

1 Tempo:

Il primo tempo dell’Olimpico vede una SS Lazio propositiva, intensa e capace di imporre ritmo e presenza territoriale, lasciando alla Fiorentina il ruolo di squadra attendista, ordinata ma spesso costretta a difendersi con affanno. Fin dai primi minuti i biancocelesti prendono possesso della trequarti viola, conquistano calci d’angolo e costruiscono una pressione continua che accende subito il pubblico, trasmettendo la sensazione di una gara indirizzata sul piano dell’atteggiamento.

Il momento chiave arriva poco dopo il quarto d’ora, quando sugli sviluppi di corner la Lazio sfiora ripetutamente il vantaggio. Prima la doppia occasione di Gila, respinta due volte sulla linea da Fagioli e Mandragora, poi l’episodio destinato a far discutere, con la trattenuta di Pongracic ai danni dello stesso difensore spagnolo. Le proteste della squadra di Sarri sono veementi, il Var conferma la decisione di campo, ma i dubbi restano pesanti e alimentano la tensione sugli spalti.

Nel forcing laziale trovano spazio anche le conclusioni di Cancellieri e Isaksen. Il primo impegna De Gea con un destro incrociato, il secondo spreca un contropiede potenzialmente letale scegliendo una soluzione poco lucida. La Fiorentina prova a respirare affidandosi a qualche combinazione tra Gudmundsson e Parisi, ma Provedel controlla senza particolari difficoltà, mentre il possesso viola resta spesso sterile.

Il match vive anche di episodi fisici e nervosi. L’infortunio di Basic costringe Sarri a inserire Vecino, spezzando l’inerzia di una Lazio che fino a quel momento aveva dominato per aggressività. Le ammonizioni a raffica mettono la firma su un clima acceso, con Isaksen e Cancellieri spesso nel mirino dei difensori ospiti.

Nel finale i ritmi calano, le occasioni si diradano e il mancino al volo di Isaksen nel recupero resta l’ultima fiammata di un primo tempo chiuso sullo 0-0. Il risultato non premia la Lazio, che ha creato di più e lasciato la sensazione di aver costruito le premesse per qualcosa di importante, mentre la Fiorentina resta in partita grazie alla solidità difensiva e a qualche intervento provvidenziale.

2 Tempo:

Il secondo tempo di Lazio Fiorentina si apre senza cambi e con un’intensità che cresce minuto dopo minuto, trasformando la ripresa in una lunga sequenza di episodi, tensioni e decisioni destinate a far discutere. La Lazio rientra in campo con maggiore convinzione e al 52’ trova il meritato vantaggio: Cataldi controlla, dialoga nello stretto con Vecino e chiude l’azione con un sinistro preciso che batte De Gea, liberando l’Olimpico. Il gol sembra indirizzare la gara, ma la Fiorentina reagisce con personalità e appena quattro minuti più tardi ristabilisce l’equilibrio grazie a un’invenzione di Fagioli, che pesca Gosens sul filo del fuorigioco per l’1-1.

La partita cambia volto, diventa più nervosa e spezzettata, con continui ribaltamenti di fronte e un livello agonistico sempre più alto. La Lazio prova a riprendere il controllo affidandosi alle corsie e alle palle inattive, sfiorando il nuovo vantaggio con Gila e Romagnoli, fermati da un De Gea monumentale. La Fiorentina risponde con Gudmundsson e Kean, dimostrando di aver acquisito fiducia e coraggio. Le ammonizioni si moltiplicano, le proteste aumentano e il match entra in una fase quasi isterica.

L’episodio che sembra decidere la gara arriva nel finale, quando il Var richiama Sozza per un contatto tra Gila e Gudmundsson. Il rigore assegnato alla Viola viene trasformato dall’islandese, che supera Provedel con una conclusione angolata, facendo esplodere la panchina ospite. La Lazio appare colpita, ma non si arrende e negli interminabili minuti di recupero si riversa con forza in area avversaria. La pressione viene premiata da un altro episodio chiave, la trattenuta evidente di Comuzzo su Zaccagni, che porta al secondo penalty di serata.

Dal dischetto Pedro si presenta con freddezza assoluta, spiazzando De Gea e fissando il 2-2 definitivo al 95’. Il triplice fischio arriva dopo ulteriori tensioni e cartellini, chiudendo una ripresa carica di emozioni e polemiche. La Lazio muove la classifica senza avvicinarsi all’Europa, la Fiorentina raccoglie un punto pesante che vale il secondo risultato utile consecutivo e l’uscita dall’ultimo posto, al termine di quarantacinque minuti che hanno condensato tutto il lato più estremo del calcio.

A fine partita Matteo Guendouzi saluta la curva ed il calcio italiano. Per lui, la prossima tappa si chiama Fenerbahce.