Soulé, Koné e Ferguson firmano una serata di controllo e intensità. All’Olimpico la AS Roma supera 3-1 il Genoa
La Roma supera 3-1 il Genoa e firma una serata di autorità, intensità e sentimento, rendendo amaro il ritorno all’Olimpico di Daniele De Rossi. Un successo costruito con lucidità, deciso nel primo tempo e amministrato con maturità, capace di lasciare il segno sia sul piano tecnico sia su quello emotivo.
La partita prende forma fin dai primi minuti, con la Roma che alza subito il baricentro e impone un possesso ordinato, fatto di scambi rapidi e continue rotazioni. Al 13’ arriva il primo squillo, quando Matías Soulé sfrutta una situazione confusa nata da un rinvio impreciso del Genoa e con grande freddezza batte Sommariva, facendo esplodere l’Olimpico. Il gol libera i giallorossi, che aumentano ritmo e aggressività, mentre il Genoa fatica a trovare riferimenti. Al 24’ la pressione romanista produce il raddoppio, Manu Koné riceve palla al limite e lascia partire un destro potente che sorprende il portiere, coperto dalla difesa. Il dominio territoriale diventa evidente, il Genoa appare in difficoltà e al 38’ arriva anche il terzo gol, con Ferguson lesto a risolvere un’azione convulsa in area dopo una serie di rimpalli. Prima dell’intervallo la Roma sfiora più volte il poker, vede annullarsi una rete di Koné e chiude il primo tempo con la sensazione di pieno controllo. Nella ripresa, al 46’, il Genoa rientra con maggiore aggressività, alza il baricentro e prova a riaprire la gara, costringendo la Roma a difendersi più bassa. Tra il 50’ e il 65’ i liguri collezionano calci d’angolo e tentativi dalla distanza, trovando sempre una risposta attenta del reparto difensivo e di Svilar. Con il passare dei minuti la Roma torna a gestire, rallenta il ritmo e spegne le iniziative avversarie. Nel finale, all’84’, arriva il gol della bandiera di Ekhator, che interrompe il clean sheet ma non modifica l’inerzia di una gara già indirizzata.
Il risultato ha un peso specifico rilevante anche in classifica. La squadra guidata da Gian Piero Gasperini si riprende il quarto posto, supera la Juventus e si porta a una sola lunghezza dal Napoli, a due dal Milan e a tre dalla vetta occupata dall’Inter. La corsa resta serrata e ogni margine di errore si riduce, ma la prestazione contro il Genoa conferma solidità, continuità e una gestione delle gare che può rappresentare un fattore decisivo nel lungo periodo.
Sugli spalti è una notte di passione pura. Lo Stadio Olimpico è gremito da 67.785 spettatori, una cornice imponente per una serata feriale che si trasforma in un abbraccio collettivo. Al triplice fischio l’emozione supera il risultato, Daniele De Rossi si dirige sotto la Curva Sud e riceve l’ovazione della sua gente, in un momento che unisce passato e presente, memoria e identità.
Tra le curiosità della gara restano il dominio romanista nel primo tempo, la varietà dei marcatori e la capacità di gestire una ripresa più complessa senza perdere equilibrio. Il gol finale del Genoa sporca solo le statistiche, mentre la serata dell’Olimpico si chiude come una dichiarazione di forza e ambizione, accompagnata dal rumore lungo degli applausi.
