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Pellegrini spezza il tabù contro le big e l’Olimpico scopre una Roma più matura

AS Roma fans show a choreography in memory of Antonio De Falchi, Roma fan killed by Milan fans in 1989 during the Serie A 2025/2026 football match between AS Roma and AC Milan at Stadio Olimpico in Rome (Italy), January 25, 2026.

foto: Andrea Staccioli/INSIDEFOTO

foto: Antonietta Baldassarre/INSIDEFOTO

Il rigore del capitano spezza il tabù delle grandi e cambia la percezione della Roma in campionato

Il pareggio tra Roma e Milan porta con sé un colpo di scena che pesa più del punteggio finale. L’1-1 maturato all’Olimpico, con Pellegrini a rispondere al colpo di testa di De Winter, rappresenta una novità assoluta nella stagione giallorossa. Per la prima volta nella stagione la squadra di Gasperini esce dal campo con un solo punto dopo una gara casalinga, ma quel punto vale molto più di una semplice addizione in classifica. Quel che è certo è che la Roma ha sottomesso il Milan per quasi tutta la partita, dominando il campo in quasi tutti i settori del campo.

Il primo tempo racconta, infatti, una Roma intensa, creativa, capace di costruire occasioni in serie grazie a un possesso fluido e a continui inserimenti offensivi. La qualità di Dybala e Soulé accende la manovra, Malen attacca la profondità e il Milan si affida a una fase difensiva compatta, pronta a colpire negli spazi concessi. I giallorossi producono gioco, trovano linee di passaggio, ma pagano una concretezza ancora intermittente sotto porta, lasciando la certezza di un dominio non tradotto in vantaggio.

La ripresa segue un copione già visto, con la Roma che continua a inventare e il Milan che resta in attesa. L’episodio che sembra spezzare l’equilibrio arriva su calcio d’angolo, quando De Winter trova il tempo giusto per superare Svilar e gelare lo stadio. È il momento più delicato della serata, quello che in passato aveva spesso segnato il destino dei giallorossi contro le grandi del campionato. Stavolta la reazione è diversa, più lucida, più adulta, alimentata da una consapevolezza nuova.

Il rigore conquistato e trasformato da Pellegrini diventa il simbolo della serata. Il capitano, anche senza fascia, si prende la responsabilità di battere Maignan e di rompere un incantesimo che durava da mesi. Dopo le sconfitte contro Inter, Juventus e Napoli, e dopo il rigore fallito all’andata proprio contro il Milan, la Roma trova finalmente l’antidoto al complesso delle big. In quel destro preciso c’è il coraggio di chi sente di poter alzare l’asticella e la maturità di un gruppo che non arretra di fronte alle difficoltà senza lasciarsi intimorire da ricordi.

La classifica vede il cambiamento. Il passo falso del Napoli a Torino consente alla Roma di salire al terzo posto a quota 43 punti, in coabitazione con la squadra di Conte. È un segnale forte per Gasperini, che dopo mesi di lavoro intravede una squadra sempre più aderente alle sue idee, dal portiere fino all’attacco. L’impatto di Malen ha contribuito a sbloccare un potenziale rimasto a lungo inespresso, mentre il centrocampo sostiene con continuità una fase offensiva finalmente più varia. Certo è che una vittoria meritata dei giallorossi poteva vedere un attaccamento alla testa. Sarebbe stata una vittoria da 6 punti, con un avanzamento di tre sul tabellone, ma una distanza di misura proprio sul Milan. In questo pareggio chi ne approfitta davver è la Juve che si avvicina percolosamente, ma i segnali restano positivi.

La serata dell’Olimpico lascia anche qualche pensiero aperto. L’infortunio di Koné, fermato da un problema al flessore destro, riporta l’attenzione su un organico che necessita ancora di rinforzi ad una settimana scarsa dalla sua chiusura.. Il direttore sportivo Frederic Massara ha ribadito la volontà di far crescere la squadra e ha confermato contatti in corso con il Liverpool per la situazione legata a Tsimikas. Il mercato resta una variabile decisiva in vista del finale di stagione.

Per la Roma è una prova di maturità superata, un passo avanti nella percezione di sé e delle proprie ambizioni. Per l’Olimpico è la conferma che, ora, sognare in grande non è più un azzardo.

Discorso a parte la coreografia dei tifosi in curva sud. Sulle note all’inizio della partita, l’omaggio ad Antonio De Falchi, con un bellissimo disegno che riporta la squadra agli anni ’80: nell’immagine il tifoso giallorosso deceduto indossa la maglietta di Sebino Nela come faceva di consueto nelle partite in trasferta e, accanto all’immagine, la scritta “Imperitura Memoria” che riempie l’intera curva sud. Il lancio della coreografia è stata data dalla sorella Anna e i nipoti di Antonio per ricordare la sua scomparsa al San Siro in un Milan Roma del 1989.

Le Parole a DAZN di Gasperini a fine partita:

Modric ha detto che nel primo tempo la Roma ha dominato, ma senza il rigore probabilmente la partita sarebbe finita 1-0. Condivide questa lettura? È soddisfatto di questo punto? E poi una curiosità: prima del rigore si è visto Gritti fare il cenno del 4, doveva battere Cristante?

“No, è che erano usciti entrambi i rigoristi, che erano Dybala e Pellegrini. Quindi si sono chiesti chi dovesse calciare il rigore e subito hanno detto Cristante, poi è rientrato Pellegrini. Insomma, il prescelto è stato Pelelgrini e l’ha calciato anche molto bene. Nel primo tempo la Roma ha dominato, ma è vero che quando il Milan va in vantaggio diventa difficile, perché è sempre molto pericoloso in contropiede, anche con giocatori freschi come Pulisic. La partita era chiaramente complicata, però se devo dire la verità, in questa gara, se non fossimo andati sotto, avremmo avuto grandi possibilità anche di vincere”.

Che prospettive lascia questa partita? Con questi nuovi innesti, dove può arrivare questa squadra e c’è ancora margine per intervenire sul mercato?

“Va benissimo così. Malen è un giocatore straordinario in quel ruolo e giocando si crea sempre più tenuta, più durata e più resistenza. Anche questa sera, contro una difesa difficile come quella del Milan, molto bassa e attenta a chiudere i passaggi su di lui, ha fatto alcune cose straordinarie. Siamo molto convinti di lui, ha avuto anche una grande occasione e penso che sia stato un bellissimo acquisto. 

Siamo una squadra giovanissima, continuano ad arrivare ragazzi giovani: pensavamo a un gruppo under 25, invece adesso siamo quasi under 20. Avremo una Primavera fortissima nelle finali. Noi continuiamo il nostro percorso, questa sera abbiamo affrontato il Milan che la classifica giustamente indica come la seconda forza del campionato e ne usciamo veramente forti”.

La Roma ha pressato molto alta e ha tolto al Milan la sua qualità migliore, lavorando benissimo sulle posizioni preventive e senza concedere contropiedi. È qualcosa che aveva preparato prima della partita?

“Questo è un grande merito, perché il Milan ha dei velocisti importanti. Comincerei da Leao, poi quando è entrato Pulisic, Rabiot ha grande fisicità. È una squadra che è sempre pericolosa, anche quando pensi di poterla dominare. Non è un caso se in tante partite il Milan sembrava sull’orlo di perdere e poi ha vinto. Bisogna essere sempre molto concentrati e molto attenti. Io credo di avere quest’anno una difesa veramente straordinaria, perché concedere così poco a una squadra come il Milan, con questi velocisti davanti, è frutto di una grande applicazione ma anche di una grande forza”.

Ghilardi merita una citazione: aveva iniziato la stagione con qualche difficoltà di adattamento, ma nelle ultime prestazioni sembra più convinto.

“Assolutamente sì. Non solo questa sera, ma anche nella partita di Europa League contro lo Stoccarda, dove c’erano avversari tutt’altro che facili. È cresciuto in modo esponenziale rispetto all’inizio della stagione, quando faceva vedere buone qualità, ma alternava anche interventi fuori tempo che aprivano spazi agli avversari. È sicuramente maturato, ha molto più equilibrio. Le qualità le ha sempre avute, ma con i ragazzi giovani è così: magari nei primi mesi non si vede tutto, poi dopo quattro, cinque, sei mesi l’evoluzione diventa evidente. Di questo siamo sicuramente molto contenti”.