Una serata surreale di Europa League, segnata da errori difensivi e da un tris di rigori falliti: la Roma di Gasperini inciampa contro il Lille e lascia l’Olimpico tra fischi e incoraggiamenti della Curva Sud
La notte europea della Roma inizia con un pugno nello stomaco. Dopo appena sei minuti, un errore clamoroso di Tsimikas regala palla a Felix Correia: Hermoso non riesce a rimediare e Haraldsson, indisturbato, insacca da due passi. È il primo gol subito dai giallorossi nei primi tempi stagionali, figlio di una distrazione pesante che compromette da subito l’equilibrio del match. La reazione non manca, ma è confusa: Soulé alza troppo la mira, El Aynaoui spreca da posizione favorevole, mentre al 35’ un incredibile batti e ribatti davanti alla porta francese non oltrepassa la linea nonostante l’urlo dell’Olimpico. Il Lille, compatto e feroce sulle fasce, sfiora più volte il raddoppio con Sahraoui e Haraldsson, costringendo Svilar agli straordinari. Il primo tempo si chiude sullo 0-1 tra l’amarezza e la sensazione di una Roma poco lucida e vulnerabile.
La ripresa si apre con i cambi di Gasperini, che inserisce Rensch, Mancini ed El Shaarawi per dare nuova energia. L’Olimpico si accende quando al 55’ Cristante viene murato in extremis da Mbemba e al 57’ Ferguson sfiora il pari di testa. Ma è un fuoco di paglia: il Lille mantiene ritmo e solidità, tenendo sempre in apprensione la retroguardia romanista. Il momento clou arriva al 79’: fallo di mano di Mandi, rigore. Parte Dovbyk, ma Özer para. L’arbitro fa ripetere, e il portiere turco para ancora. Terzo tentativo, tocca a Soulé: Özer ipnotizza anche lui. Tre rigori falliti consecutivamente, un episodio al limite dell’assurdo che fotografa la serata stregata della Roma. Gli ultimi minuti vedono El Shaarawi tentare dalla distanza e l’assalto confuso della squadra, senza esito. Il Lille resiste e chiude con un successo storico all’Olimpico.
Il ko complica il percorso europeo della Roma, che dopo l’esordio vincente a Nizza si ferma bruscamente in casa. Nulla è compromesso nel girone, ma la sconfitta lascia in eredità dubbi pesanti: la squadra fatica a reggere il doppio impegno, alcuni elementi appaiono fuori condizione e la sterilità offensiva resta un problema evidente. Con sette gol segnati in sette gare di campionato, di cui solo tre dalle punte, il rendimento resta troppo modesto per chi sogna in grande. Gasperini attende con ansia i rientri di Bailey e soprattutto di Dybala per restituire incisività a un reparto che fatica a concretizzare.
All’Olimpico il pubblico ha accompagnato la squadra con una miscela di fischi e cori: la delusione per una prestazione così imprecisa si è trasformata in incoraggiamento nel finale con il “Noi non ti lasceremo mai” che ha rimbombato dalla Curva Sud. È il segno di una tifoseria ferita, ma pronta a spingere ancora una volta i giallorossi nella difficile trasferta di Firenze che incombe.
La partita resterà negli annali per l’assurda sequenza dei tre rigori falliti: due volte Dovbyk, una volta Soulé, mai nessuno capace di battere un Özer in stato di grazia. Una statistica che fa tornare alla memoria episodi leggendari come quello di Martin Palermo, ma che segna in negativo la serata romanista. La Roma paga così l’ingenuità difensiva iniziale e la propria imprecisione offensiva, consegnando al Lille una vittoria che i francesi hanno saputo costruire con compattezza e cinismo.
Gian Piero Gasperini ha parlato a Sky al termine di Roma-Lille, matchday 2 di Europa League.
“Non ho mai visto tre rigori sbagliati nella stessa occasione. Siamo andati in svantaggio presto e abbiamo messo loro nella condizione migliore per giocare, sono veloci e vanno negli spazi. Credo che la Roma al di là di qualche errore tecnico abbbia fatto una partita con grande voglia, con grande ritmo, ha giocato inseguendo il risultato fino alla fine, concedendo qualcosa. Questa è l’Europa. Non siamo stati bravi a sfruttare certe opportunità, ma da queste partite si esce sempre con qualcosa in più, si impara e si migliora”.
Sul triplo rigore sbagliato. C’è un motivo particolare? Perché succede?
“Non lo so. Davvero è una situazione unica, casuale, succede pochissime volte. Indubbiamente ha compromesso il risultato, abbiamo spinto forte nel secondo tempo, rischiando qualcosa, ma la squadra ha dato tanto, ha tenuto il ritmo alto. Chiaro che quel rigore poteva cambiare la partita. La sconfitta non deve farci vedere tutto negativamente, credo che da questa partita usciamo con qualche valore in più”.
Cos’è che ha imparato da questa partita? Cosa porta a casa?
“Nel calcio moderno quando sbagli certe cose poi vieni punito. La squadra ha lottato, ma è stata poco pericolosa davanti, spesso con azioni sporadiche. Con il Lille non è facile perché sanno ripartire. Noi siamo riusciti ad avere continuità nel secondo tempo. loro sono rapidi, veloci, con valori tecnici, non era facile accorciarli. lo spirito e l’intensità sono stati alti. poi indubbiamente di sono degli errori tecnici che fanno la differenza e dobbiamo sbagliare meno in disimpegno, in uscita. Ma io guardo anche quanto di buono abbiamo fatto, alcune prestazioni. Giochiamo tante partite, non c’è il pathos dell’eminazione diretta e nelle partite siamo un po’ meno concentrati, ma la squadra è stata brava fino alla fine”.
Le ripercussioni su Dovbyk e su Ferguson?
“Noi siamo uomini di sport, non ci si abbatte. Gli errori ci stanno, ma non esistono delusioni, non ci si abbatte, giochiamo ogni tre giorni, siamo di nuovo in campo domenica, questo è il calcio. Si archivia e si riparte, in ogni caso”.
Chi recupera per Firenze? Dybala? Massara ha detto che potrebbe farcela.
“Non lo so, vediamo domani. Ancora non si è allenato con la squadra, magari Massara sa qualcosa in più ma non credo… (sorride, ndr)”.



















