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Il 24enne ucciso a Roma è LUCA SACCHI: la Procura procede per omicidio volontario contro ignoti

24enne raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla testa esploso da un apparente rapinatore all’uscita di un pub nella zona della Caffarella nel quartriere Appio Latino a Roma


È morto a 24 anni Luca Sacchi, il personal trainer romano, fidanzato di Anastasiya, che la sera del 23 ottobre è stato colpito alla testa da uno dei due prestunti rapinatori che avrebbero – secondo alcune testimonianze – puntato e raggiunto i due ragazzi all’uscita di un pub alla Caffarella, intimando alla ragazza di consegnare loro il suo zaino, dopo averla colpita alla nuca con un corpo contundente, forse un bastone. Sempre secondo dei testimoni, la ragazza non avrebbe opposto resistenza e, ancora a terra, avrebbe consegnato lo zaino a uno degli aggressori quando sarebbe intervenuto il compagno, Luca, dopo aver assistito all’efferatezza della scena, per evitare che le portassero via gli effetti personali contenuti nello zaino, spinto probabilmente da quel senso di ingiustizia che pervade le vittime di aggressioni, furti e rapine. A questo punto sarebbe intervenuto il secondo rapinatore che avrebbe sparato all’indirizzo di Luca Sacchi, colpendolo alla testa e lasciandolo a terra, davanti agli occhi della sua fidanzata, per poi dileguarsi, con il complice, a bordo di un’auto di piccola cilindrata, secondo alcuni presenti. Sembrerebbe che l’auto girasse da un po’ nella zona, forse in attesa di “prede qualsiasi”, ovvero sconosciute. Le versioni testimoniali però non sarebbero tutte concordanti, giacché alcuni testimoni avrebbero affermato che i rapinatori siano fuggiti in auto, altri invece che si siano allontanati a piedi. Qualche certezza in più potrebbe arrivare dai filmati delle telecamere di video-sorveglianza, puntate nell’area del delitto, già al vaglio degli inquirenti.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Comando di Piazza Dante, unitamente ai militari del Nucleo Investigativo, per effettuare rilievi e ricostruzioni. Il Pm di turno esterno, Nadia Plastina, ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio volontario, dopo aver sentito lungamente la superstite nella notte.

La vittima è stata soccorsa e trasportata in condizioni gravissime all’Ospedale San Giovanni dove è deceduta la mattina seguente e dove è stata ricoverata in stato di shock anche la compagna Anastasiya.

Sul luogo dell’accaduto, amici e parenti, passanti e residenti, hanno deposto fiori per Luca. Alcuni di loro, ancora increduli dell’accaduto, si sono recati al reparto di terapia intensiva del nosocomio, in attesa di notizie sulle condizioni del ragazzo. Luca non ce l’ha fatta e, per il momento, il suo nome si aggiunge alla lista delle vittime di violenza cieca, premeditata e senza (ancora) colpevoli da processare, di questa città.

Certo è che una condanna potrà assicurare dei criminali alla giustizia, confidando nella ‘rieducazione del reo’, ma poco e niente potrà contro l’irreversibilità del fatto e verso quel senso di ingiustizia che rimane ancorato in eterno ad amici e parenti e, nel caso specifico, alla compagna della vittima, nei quali farà eco per sempre la stessa domanda: perché?

AGGIORNAMENTO DEL 25 OTTOBRE: 
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