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Stop Bullying 2.0: il 13 marzo, a Roma, l’evento conclusivo del progetto

E’ tutto pronto per l’evento conclusivo del Progetto “Stop Bullying 2.0”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e promosso dalla SIPEA (Società Italiana di Psicologia, Educazione e di Arteterapia) in collaborazione con il CSEN. Il progetto, durato 18 mesi, ha avuto come obiettivo quello di prevenire, individuare e contrastare le forme di bullismo e di cyber bullismo tra bambini e ragazzi dagli 8 ai 16 anni in 20 regioni italiane, allo scopo di limitare la dipendenza da internet e favorire l’utilizzo consapevole dei social media da parte delle giovani generazioni.

Sabato 13 marzo, dalle 9.30 alle 13.30, da Roma, si svolgerà l’evento conclusivo con i protagonisti del progetto che si alterneranno in una lunga diretta Facebook (in contemporanea sulla pagina di SIPEA https://www.facebook.com/sipeassociazione E del progetto Stop Bullying 2.0 http://bit.ly/2PfgbNl) per illustrare gli importanti risultati ottenuti in un anno e mezzo di lavoro sui territori. Un lavoro lungo e strutturato che, ha dato un forte contributo nel contrastare i fenomeni sempre più dilaganti del bullismo e del cyber bullismo, raggiungendo in tutta Italia le giovani vittime alle quali sono stati offerti adeguati strumenti di prevenzione.

La SIPEA, con il partner CSEN, da anni si occupa di educazione giovanile volta a prevenire forme di disagio e violenza, e con “Stop Bullying 2.0” ha incrementato le azioni coinvolgendo decine di istituti scolastici e centri di aggregazione giovanile in una serie di azioni di prevenzione e contrasto che, hanno coinvolto migliaia di giovani, insegnanti e genitori.

Per ciò che concerne il fenomeno del bullismo, sono stati istruiti i giovani al riconoscimento del fenomeno e sono stati dotati degli strumenti per affrontarlo e contrastarlo con strategie innovative.

Per ciò che riguarda il cyber-bullismo, sono state formate famiglie e insegnanti in merito agli strumenti di comunicazione in rete, per consentire di riconoscerne i pericoli e aiutare i figli ad evitarli.

Tre sono state le linee di intervento. La sensibilizzazione dei ragazzi attraverso incontri realizzati in collaborazione con le scuole e i centri di aggregazione giovanile, l’informazione rivolta a genitori e educatori per portarli a conoscenza delle figure di riferimento alle quali rivolgersi in caso di necessità, la formazione rivolta agli insegnanti ed educatori curata da psicologi, assistenti sociali, sociologi e pedagogisti della SIPEA. Grazie a queste azioni, si è contribuito fattivamente al contrasto dei due fenomeni sempre più dilaganti nella nostra società che, purtroppo, oltre ai danni psicologici in alcuni casi portano al compimento di gesti estremi da parte di bambini e adolescenti.