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Il festival dell’oriente alla Fiera di Roma

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foto: Giulia Piccioli

Sarà aperto fino al 05 maggio 2019 presso la Nuova Fiera di Roma il Festival dell’Oriente.
L’Oriente ha sempre rappresentato per gli europei un mondo affascinante e attraente, le correnti religiose e filosofiche orientali sono ritenute fonti di ispirazione per la fisica e la metafisica.
Se pensiamo al viaggio in Oriente più conosciuto nella storia subito ci viene in mente Marco Polo e la sua incredibile avventura che grazie al libro Il Milione, ha unito simbolicamente Oriente e Occidente.
Guardando ai nostri giorni l’Oriente oltre che nel nostro immaginario ma anche concretamente, significa viaggio turistico e culturale e quindi la possibilità di visitare luoghi incontaminati come anche visitare i templi e i monumenti della religione Buddista o Shintoista. E’ inoltre un viaggio sensoriale tra odori, colori e sapori, un insieme di suggestioni che affascinano e conquistano.
Il Festival dell’Oriente è un bel modo per immergersi nuovamente nel mondo orientale per coloro i quali hanno avuto la fortuna di visitare questa parte di mondo e un modo per avvicinarsi e conoscere per coloro che non hanno ancora avuto la possibilità di viaggiare in oriente.
Parliamo di un continente sconfinato e il Festival accoglie nei suoi padiglioni i paesi più rappresentativi:
Giappone, India, Cina, Thailandia, Corea del Sud, Malesia ,Vietnam, Bangladesh, Mongolia, Nepal, Tibet, Rajasthan, Sri Lanka, Birmania, Indonesia.
All’interno dell’evento vi erano mostre fotografiche, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, bazar, stand commerciali, medicine naturali, concerti.
I visitatori girando tra uno stand e l’altro potevano assistere a spettacoli di danza e arti marziali che si alternavano nelle numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni.
Nel padiglione della Fiera c’era la possibilità di assaporare le specialità tipiche dei paesi rappresentati ed in particolare lo street food del Giappone con il sushi e il takoyaki (polpettine di polpo ), della Cina con i bāozi ( i panzerottini) e i chuàn (spiedini) e del Vietnam con i Goi Cuon che sono considerati la versione più salutare e leggera degli involtini primavera cinesi.
Come dicevamo precedentemente in generale per l’Oriente, quello in India è un viaggio fatto di odori e profumi. Nei stands indiani un tripudio di colori e odori intensi, a tenere unito tutto come un filo conduttore è la natura, sono i fiori che crescono rigogliosi e che colorano questo paese.
Inoltre il visitatore ha potuto interagire e sperimentare gratuitamente decine di terapie tradizionali, ha potuto visitare il settore dedicato alla salute e al benessere con i suoi padiglioni dedicati alle terapie olistiche le discipline bionaturali, lo yoga, ayurvedica, fiori di bach, theta healing, meditazione, spazio vegano, reiki, massaggi, ci kung, tai chi chuan, shiatsu, tuina, bio musica, rebirthing, integrazione posturale, e molte altre ancora.

 

 

Gallery:

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