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Profumo di donna

profumo di donna

 

Quante storie iniziano con la frase C’era una volta. E quante storie si incentrano semplicemente su un protagonista, su un personaggio, su un attore. In profumo di donna, in scena al Teatro Parioli, personaggi, intepreti, trame, sembrano far semplicemente da cornice ai sentimenti. Si, perchè al di la della trama, al di la dei personaggi, sono proprio i sentimenti esternati dagli attori a mantenere viva l’attenzione del pubblico.

Un pubblico attento e certamente condizionato dalle versioni televisive, con Vittorio Gasmann la prima versione e con Al Pacino la più recente versione americana, di certo ha brillantemente valutato similitudini ed il riadattamenti in chiave teatrale che di certo non ha sminuito l’intensità dell’opera.

 

Il cinismo in primis, elemento fondamentale del personaggio del capitano Fausto Consolo. Un cinismo nato in unPROFUMO DONNA ambiente militare, un cinismo la cui massima espressione si manifesta dal giorno in cui una bomba annulla di fatto il comando militare del Capitano e la trasferisce nella sua vita privata, al buio della cecità e nella menomazione di un braccio. Un cinismo che dura per tutta la rappresentazione, talvolta ironico, talvolta tristemente vicino alla realtà e soprattutto istrionico conferisce al bravo Massimo Venturiello il personaggio chiave di Profumo di Donna.

 

L’insicurezza mista a timidezza di Giovanni Bertazzi, soldato addetto ad accompagnare il Capitano Fausto Consolo o più semplicemente Capitano Fausto in un Tour. Il militare è da subito chiamato con l’appellativo impersonale di ‘Ciccio’, quasi a voler annullare un ruolo o meglio la personalità di colui che di fatto è costretto a fare da balia, a fare da badante ad un capriccioso e libertino ufficiale che nella vita civile sembra attratto dal whisky e dal profumo sessuale delle donne.

 

E con il passare del tempo assieme ecco che gli equilibri opposti dei due militari sembrano trovare dei punti in comune. Ecco i personaggi iniziare a giocare a carte scoperte e trovare dei punti in comune in una affannosa ricerca di un fulcro necessario alla convivenza forzata dei due fino alla fine del viaggio. L’alternanza del pragmatismo proprio del personaggio principale, con un mondo incantato e sognatore del giovane militare consente proprio il sottolineare dei singoli caratteri dei personaggi.

 

Ed un finale davvero a sorpresa farà ribaltare completamente tutte le caratteristiche salienti delle emezioni e dei sentimenti lasciando il pubblico pensiero ed appagato.

Gli attori, tutti con ottima esperienza recitativa alle spalle, sul palco sono disinibiti, si muovono con sicurezza, ma soprattutto con estrema bravura ricoprono ruoli talvolta complessi. Sono Sorretti da una scenografia mobile ed estremamente funzionale seppur nella semplicità visiva, ma che con pochi movimenti consentono di cambiare ambiente di scena in modo semplice ed efficace.

 

 Un’ottima scelta per il palinsesto del teatro Parioli che ha saputo scegliere questa piece per la propria stagione.

(3 marzo 2017 – PhotoPiccioli)